Le nostre News

Disturbi dell'intestino

L’intestino è una parte molto importante dell’apparato digerente: è infatti la sede in cui viene concluso il processo digestivo e viene spesso definito come un “secondo cervello” perché ospita neuroni e neurotrasmettitori capaci di elaborare gli stimoli ambientali e interni e comunicare con il sistema nervoso centrale. All’interno dell’intestino, inoltre, ha sede il microbiota, un insieme di “batteri buoni” che lo aiutano a funzionare correttamente e fortificano con la loro azione le risposte del nostro sistema immunitario agli agenti esterni infiammatori.

La salute dell’intestino, insomma, è fondamentale per il nostro benessere fisico ma anche psichico: scopriamo i principali disturbi che possono alterare la sua attività e quali sono le cure possibili.

 

Sindrome dell’intestino irritabile: quando il nostro “secondo cervello” ci parla

La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo tipicamente (ma non solo) femminile, il cui sintomo principale è un dolore addominale spesso accompagnato da emicrania, stati d’ansia e diarrea o stipsi. Di solito il dolore si attenua dopo aver evacuato, anche se dipende da varie cause che vanno dal forte stress fisico a infezioni del tratto intestinale.

La sindrome dell’intestino irritabile, dunque, può essere provocata da interazioni con la sfera psichica ed emotiva, da fattori di natura biologica come l’equilibrio della flora batterica intestinale, dalla presenza di infezioni, da predisposizione genetica, assunzione di determinati farmaci o allergie alimentari. Questa pluralità di cause evidenzia molto bene perché l’intestino venga chiamato “secondo cervello”, mostrando come la sua funzionalità sia direttamente collegata alla salute globale del nostro organismo e della nostra psiche.

Per risolvere la sindrome dell’intestino irritabile il medico di base potrebbe prescrivere una terapia che affianca una cura mirata a risolvere il problema intestinale (per esempio con lassativi o antidiarroici, fermenti lattici, integratori, o farmaci antispastici) a una modifica dello stile di vita e delle abitudini alimentari, per esempio eliminando alimenti che possono peggiorare la salute dell’intestino e educando a una corretta idratazione.

 

Stipsi: un disturbo molto comune

Quando si parla di stipsi si intende un disturbo molto comune: la stitichezza. Si tratta di un rallentamento (o una vera e propria impossibilità) nell’evacuazione provocato da una difficoltà a espellere gli scarti della digestione. Alla difficoltà ad evacuare, cui si aggiungono spesso sintomi come una sensazione di pesantezza e di gonfiore all’addome e un affaticamento generale e un umore più nervoso.

La stipsi è un disturbo tipico dei viaggiatori: può essere infatti innescata da cambiamenti e modifiche della propria quotidianità. Può essere causata anche da una dieta poco equilibrata, povera di liquidi e di frutta e verdura, o da uno stile di vita particolarmente sedentario. La stipsi è anche il campanello di allarme per patologie di origine gastrointestinale o metabolica oppure per un forte stress psichico.

Se la stipsi non si risolve naturalmente ma perdura per qualche giorno, si può fare ricorso a lassativi orali o in supposte.

 

Gastrite: farmaci antiacidi per risolverla

La gastrite si verifica quando le difese della mucosa dello stomaco si indeboliscono e la parete interna dell’organo si infiamma. Si tratta di un disturbo che può dipendere da una molteplicità di fattori: i più comuni vanno dallo stress, all’abuso di alcolici, all’utilizzo continuativo di farmaci come ibuprofene o aspirina (i cosiddetti FANS), all’infezione da helicobacter pylori. Può essere causata anche da una dieta poco equilibrata e dall’assunzione di cibi grassi o piccanti.

La gastrite si manifesta con una sensazione di bruciore allo stomaco accompagnata da crampi e dolore e può provocare anche nausea e vomito. I farmaci più comuni per curare la gastrite sono gli antiacidi, che si possono richiedere al proprio farmacista di fiducia senza dover presentare una ricetta medica. Se il problema dovesse persistere, però, è opportuno consultare un medico, poiché se non adeguatamente curata la gastrite può evolvere provocando ulcere sulla parete dello stomaco.

 

Cattiva digestione: l’importanza di una dieta equilibrata

I disturbi intestinali sono spesso correlati tra loro: è questo il caso della cattiva digestione (dispepsia), che si verifica quando un’alimentazione poco equilibrata e poco varia provoca una serie di problematiche che vanno dalla sensazione di “peso allo stomaco”, alla flatulenza, all’affaticamento, al mal di testa, all’alitosi, ai rigurgiti acidi. Se basta una dieta sbagliata a provocare la cattiva digestione, questa può anche essere sintomo di altri disturbi, come ulcera, gastrite, reflusso gastroesofageo o infezione da helicobacter pylori.

Per migliorare la digestione, dunque, bisogna risolvere il problema che la rende difficoltosa, come riequilibrare la propria alimentazione e il proprio stile di vita, o curare le patologie che ne sono alla base. La cattiva digestione è anche spesso provocata da condizioni di sovrappeso o di obesità, per le quali è necessario farsi seguire da un nutrizionista con cui valutare il percorso più adatto alle proprie esigenze


Continua a leggere: